Una nuova ricerca suggerisce che l’esaurimento vitale, ovvero un indicatore di disagio psicologico, potrebbe aumentare il rischio di sviluppare la malattia di Alzheimer. Lo studio pubblicato sul Journal of Alzheimer’s Disease spiega che l’esaurimento vitale è uno stato mentale di disagio psicologico che si manifesta con sintomi come irritabilità, stanchezza e demoralizzazione.

Precedenti studi hanno chiarito che questo problema può aumentare il rischio di malattie cardiovascolari, sindrome metabolica, morte prematura e obesità, ma in questa nuova ricerca gli esperti hanno voluto esaminare l’eventuale legame fra questo tipo di problema e il rischio di sviluppare la malattia di Alzheimer.

Per esaminare la questione, i ricercatori hanno analizzato i dati di un sondaggio compilato da quasi 7.000 persone tra il 1991 e il 1994. All’epoca i partecipanti avevano in media 60 anni, e gli esperti li hanno seguiti fino alla fine del 2016, esaminando i registri ospedalieri e quelli di mortalità alla ricerca di eventuali diagnosi di demenza.

Lo studio ha rivelato l’esistenza di un’associazione dose-risposta tra l’esaurimento vitale nella mezza età e lo sviluppo dell’Alzheimer in seguito.

I partecipanti che riportavano da cinque a nove sintomi avevano un rischio di demenza maggiore del 25 per cento rispetto a quelli senza sintomi, mentre quelli che riportavano da 10 a 17 sintomi avevano un rischio maggiore di demenza del 40 per cento, rispetto a non avere sintomi, spiegano gli autori dello studio, i quali aggiungono che alla base di tali risultati potrebbero esservi fattori come i livelli eccessivi dell’ormone dello stress cortisolo e i cambiamenti cardiovascolari legati allo stress eccessivo.

Fonte: scienzaesalute.blogosfere.it

http://scienzaesalute.blogosfere.it/post/585813/il-rischio-di-alzheimer-puo-aumentare-a-causa-dello-stress