Musica, teatro, scrittura, arte, in comunione con la cura, l’accompagnamento, l’alleviamento della sofferenza psichica. Per questo la seconda edizione de «La gondola dei folli», «Festival della Follia» promosso dalla bergamasca Fondazione Emilia Bosis, si snoda, nelle giornate dal 15 al 19 giugno a Venezia, fra concerti, spettacoli teatrali, lungometraggi, laboratori e, d’altra parte, convegni o conferenze dedicati, con piglio più specialistico, alla cura psichiatria. Il titolo contamina, non a caso, «La nave dei folli» e la più tipica imbarcazione veneziana.

La maggior parte degli in-contri si svolgerà nella Scuola Navale Militare «Francesco Morosini», viale Piave 30/a, sull’isola di sant’Elena, ma due saranno sulle isole di Murano e Torcello. «Arte e cultura sono da sempre cavallo di battaglia della Fondazione», spiega la referente culturale Giulia Benetti, «conformemente alle intenzioni e desideri di Emilia», che, con il suo lascito, ha dato i natali all’istituzione che porta il suo nome. «A tema c’è il rapporto fra salute mentale e ambiente, nelle sue varie accezioni: contesto fisico, ambiente terapeutico, familiare, sino a Natura ed ecosistema». Si comincia mercoledì 15, al pomeriggio (ore 15): Enrico Moretti, contitolare della casa editrice bergamasca Moretti&Vitali, che, con l’Associazione Imaginalis, collabora all’iniziativa, modera una serie di incontri, fra cui: «Il sogno, la follia e l’estasi», con la scrittrice, psicologa, psicoterapeuta orobica Carla Stroppa: «La linea di confine tra follia e percezione dell’unità tra micro e macrocosmo è fragile e sempre reversi-bile; occorre intercettare la via di mezzo».

Alle 18, il filosofo Roberto Caracci, fondatore del «Salotto Caracci» a Milano: «Quando le certezze crollano e il cielo resta senza gli dei». La sera, dalle 20.45, «Concerto In Cosmo», con Emanuele Wiltsch Barberio – live electronics e Gabriele Tai – violoncello. Anche la giornata di giovedì 16, dopo una serie di comunicazioni su psichiatria e sogni, stati alterati di coscienza, psichedelia, si chiude con uno spettacolo, ma teatrale: «Della stessa sostanza dei sogni», rivisitazione de «La tempesta» di Shakespeare, ad opera della compagnia teatrale padovana Matricola Zero.

Venerdì 17, ore 12, «L’angolo della psichiatria», tavola rotonda condotta dallo psichiatra bergamasco Carlo Saffioti, con Emi Bondi, direttore dell’Unità di Psichiatria I del Papa Giovanni, e Moreno De Rossi. Nel pomeriggio, partono, contemporaneamente, 4 laboratori: yoga e campane tibetane, arte, teatro, e scrittura creativa, con il giornalista e scrittore bergamasco Paolo Aresi e la stessa Benetti,  «Fantascienza, lo sguardo al futuro per riconoscere la follia del presente». Venerdì sera, «in prima assoluta», concerto nella ex chiesa di Santa Chiara a Murano: «The Glass Cathedral», con i cantautori bresciani Michele Gazich e Alessandro Sipolo. Durante il concerto verranno lette poesie di Serena Brieda, paziente della Fondazione, pubblicate da Moretti&Vitali.

La mattina di sabato 18 avrà un’impronta più teologica: dalle 9.30, il filosofo e teologo Luciano Valle, da anni impegnato sui temi dell’Etica Ambientale, su «La bellezza salva il mondo». A seguire, il sacerdote bergamasco Roberto Donadoni, parroco dell’area di San Marco a Venezia,  su «Cutodire e coltivare l’umano». Chiude la mattinata il noto alpinista orobico Agostino Da Polenza, vicepresidente della Fondazione, sulla imprescindibile interazione fra salute umana e ambientale: «One Health».

Al pomeriggio, dopo i laboratori avviati venerdì, «Aperitivo tra Estetica e Ipnosi», con il filosofo e scrittore Luciano Saviani, che ripropone la do-manda: ma perché Orfeo, che ha ottenuto di scendere nell’Ade per farne risalire l’amata Euridice, non rispetta la con-segna e si volta, condannandosi a perderla per sempre? Quale «subita follia» si è impadronita di lui? Poi, Giuseppe Regaldo illustrerà «Che cos’è l’ipnosi rapida». Dalle ore 21 proiezione di «Ero Alice», lungo-metraggio sull’Eros realizzato dalla Fondazione.

Domenica mattina, le associazioni remiere di Venezia accompagneranno il pubblico nella laguna di Venezia, per condurlo a Torcello, nell’Atelier Domus Emilia, dove si svolgerà lo spettacolo conclusivo: «Memorie del fiorire», realizzato da Collettivo Pikaia e Fondazione Bosis.

Fonte: L’eco di Bergamo

Credit: Foto di Fondazione E. Bosis