Manca poco, il 15 giugno alle ore 15.00 presso la Scuola Navale Militare “Francesco Morosini”, viale Piave, 30/A – Venezia, sull’isola di Sant’Elena, si inaugurerà la seconda Edizione del Festival della Follia.

Vi aspettiamo numerosi. Per prenotare andate su questo sito (www.fondazionebosis.it) o, ancora più semplicemente, telefonando al 3475514107

Qui di seguito il programma della giornata:

Mercoledì 15 giugno 2022 Festival della Follia

Conduce l’editore Enrico Moretti

Ore 15.00 -15.40 con dibattito

Gustavo Rol: La magia come espressione potenziale della relazione fra realtà e psiche

La cura psicologica, nella pratica, tende quasi sempre a smarcarsi dalle teorie che l’hanno postulata; essa è fatta perlopiù di relazione umana, di incontro fra soggettività e di risonanze emotive. In alcuni casi tale tipologia di incontro espone ad esperienze enigmatiche, spesso di forte impatto emotivo, che inducono ad interrogare la struttura stessa del cosiddetto “reale”.                                                                                Andrea Calvi

Ore 16.00 -16.40 con dibattito

Il sogno, la follia e l’estasi

Se cede lo sbarramento dell’Io la ragione perde il suo orientamento? Può darsi. Allora la follia trova un varco per infiltrarsi nella coscienza e con lei i suoi fantasmi deliranti. Ma può anche darsi che quel varco la apra ad una visione più ampia ed inclusiva: la coscienza si dilata e non teme più l’Oltre che la sconcertava.

Carla Stroppa

Ore 17.30 – 18.10 con dibattito

Rabdomantiche deambulazioni attraversano gli incerti confini tra follia, genialità e Brut Art

“Molta follia è saggezza divina /per chi è in grado di capire/–Molta saggezza – pura follia –/Ma è la maggioranza/in questo, in tutto, che prevale/Conformati: sarai sano di mente /Obietta: sarai pazzo da legare/immediatamente pericoloso e presto incatenato.

Monica Manfredi

Ore 18.30-19.10 con dibattito

Tra le crepe del Paradiso. Quando le certezze crollano e il cielo resta senza gli dèi

La follia e la mania alimentano già le domande dell’infanzia, soprattutto quelle inerenti alla permanenza della verità come certezza e al bene eterno come amore, ed alla bellezza che non si dissipa. Le esperienze della maturità si incaricano di fornici risposte sommarie a tali domande, soprattutto a quelle sul senso finale di ogni cosa.

Roberto Caracci